GuidarePilotare collabora da anni con l’associazione ASAPS Italia (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) che raccoglie e diffonde dati statistici su tutte le tematiche della guida e svolge importanti campagne nazionali a favore della sicurezza.
Siegfried Stohr ha scritto, e scrive tutt’ora, numerosi articoli sulla Guida Sicura per la loro rivista “Il Centauro”, pubblicata a livello nazionale con oltre 15.000 copie.
Di seguito riproponiamo il primo dei n.3 articoli pubblicati quest’anno.
In questo articolo Siegfried ci parla dei rischi in un inseguimento di Polizia con la luce blu accesa e la sirena.
 

L’inseguimento

Anche con la lucciola blu servono capacità e soprattutto una strategia

 
In tutti i film polizieschi l’inseguimento è sempre uno dei momenti più emozionanti dove gli stuntman si esibiscono in scene mozzafiato che abbiamo girato anche noi nel film “Sabato Italiano” di Luciano Manuzzi nel 1992 con la scena finale di incidente vero a 55 Km/h. Un bel botto!
In un inseguimento ci sono sempre quattro elementi che agiscono: le auto, le capacità di guida, le regole (questo solo per l’Agente coinvolto) e l’emozione.
Partiamo da quest’ultima con una piccola esperienza personale. A notte fonda arrivo ad un incrocio con il verde ma un’altra vettura, tutta truccata, cerca di passare col rosso. Io invece di frenare la punto deciso (ma pronto ad evitare ovviamente l’urto) e quello, vedendo che non rallento, desiste e si ferma. A quel punto lo mando a quel paese con un gestaccio. Questi sgommando cominciano ad inseguirmi, mi superano e poi mi sbarrano la strada. Dall’auto scendono quattro personaggi mentre io sono da solo con mia moglie. Faccio inversione e me la do a gambe. Questi si buttano all’inseguimento ma io, al volante della mia Alfa Sud, me la rido e comincio facilmente a seminarli. Ma sono in città e mi fermo agli stop, quelli invece li bruciano incuranti dei rischi. Allora, intuendo il pericolo a cui vanno incontro, mi fermo e li aspetto davanti a un bar e scendo con ovvia scazzottata finale.
Avete già capito che in un inseguimento il primo problema non è raggiungere l’avversario ma sono gli eventuali rischi che si fanno correre a terzi: rischi gravissimi che in base alla mia esperienza avevo subito capito preferendo uno scontro di pugilato in inferiorità a un incidente dei quattro con un cittadino inerme con conseguenze imprevedibili.
Normalmente, nella vostra operatività, l’inseguito ovviamente se ne frega e comunque, sentendo la sirena dietro di sé, vive una situazione di grande tensione che lo spinge oltre i suoi limiti. In questa situazione è già successo che ci lasciassero la pelle cittadini incolpevoli e sicuramente voi ne avete più memoria di me: io ricordo un caso di un’Audi gialla il cui guidatore fu poi arrestato dopo mesi in Grecia.
Preso! Dopo però. Quando ci si trova in situazioni simili quindi bisogna mettersi nei panni di alcuni di questi personaggi, spesso esaltati quando non drogati al volante, che in quei momenti non soppesano minimamente le possibili conseguenze della loro pazza corsa e le relative pene detentive che rischiano, non paragonabili a una semplice pena per furto con scasso.
Ma se comunque si segue una vettura che scappa, come prima cosa bisogna cercarne di valutare il comportamento, il controllo, i rischi che con la sua condotta spericolata può far correre a chi ne incrocia la marcia su strada. Oggi ci sono strumenti molto diversi per prenderla rispetto a quelli dei famosi film tipo “Banditi a Milano” e sicuramente voi avete istruzioni precise da seguire in questi casi.
Nondimeno queste situazioni possono capitarvi. L’unico consiglio che vi posso dare è quello di valutare l’evolversi della situazione mentre guidate. E questo può riuscire difficile quando si è impegnati a cercare la massima velocità, come ovviamente capita anche al giovane pilota.
Il pilota esperto invece, mentre guida valuta la situazione complessiva osservando il comportamento dell’avversario, le sue difficoltà, quanti giri mancano al traguardo e lo stato complessivo della propria auto. Solo con questa attitudine mentale, che si sviluppa con l’esperienza, il pilota con una parte del cervello guida e, contemporaneamente, con l’altra parte riflette su come si sta sviluppando la situazione di gara.
Ma se volete capire come la natura possa esserci di insegnamento, potete assistere al racconto di un inseguimento in cielo, fra un Falco e un Corvo: una lotta dove ognuno dei due usa le armi che gli ha dato la natura per sopravvivere ma, soprattutto, sviluppa una strategia.
-di Siegfried Stohr