QUANDO ANDIAMO PER BOSCHI “Quando andiamo per i boschi stiamo in silenzio ad ascoltare le voci degli alberi; siamo rispettosi nel nostro andare perché è come essere in un grande tempio”. Mario Rigoni Stern
Quando ho smesso di frequentare gli autodromi, mi sono appassionato alla montagna, allo stare nella natura, nel deserto, nel Nepal ma anche nelle colline della mia Romagna. Mi sono appassionato per le scalate estreme ma mi diverto ugualmente a pestare la neve nei boschi intorno a casa mia. Oggi, se mi vogliono portare di domenica in un autodromo, in mezzo alla confusione e al rumore mi devono proprio legare. Nulla mi ripaga come sentire sole e vento sulla faccia. Perché qui sento la mia dimensione di libertà, di passione, di vita: solo quando mi trovo in ambiente aperto respiro, anche solo per un attimo, la dimensione del sacro.
Eppure, in un’altra fase della vita, ho frequentato altri templi e respiravo la mia dimensione di libertà nel culto della velocità: quelli che gli altri chiamano autodromi per me erano i templi della velocità. Intendiamoci bene, la velocità in se e per se non mi diceva nulla: ma portare un’automobile alla sua massima potenzialità, conoscerla, modificarla e poi saperle tirare fuori il meglio che essa poteva esprimere, questo mi dava soddisfazione.
Così è quando andiamo per autodromi; ugualmente quando andiamo per boschi solo conoscere l’ambiente, gli alberi, il respiro della natura, ti permette di immergerti in quella realtà, di viverla pienamente. |
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